Intervento precoce

 

quadrifoglio_2Il bambino non vedente o ipovedente fatica a trovare un posto nel mondo. Se si interviene in maniera mirata nella fase più delicata, quella dei primi anni di vita, si possono raggiungere risultati soddisfacenti.

È tenendo conto di questo che Ageranvi ha dato vita a un progetto abilitativo-riabilitativo rivolto ai bambini fino ai 10 anni nel quale si individuano le aree di intervento e si crea un programma di lavoro. La tempestività dell’intervento può limitare i ritardi e favorire uno sviluppo armonico del bambino.

Parallelamente a questo, si fornisce una consulenza ai genitori dando consigli pratici e indicazioni sull’educazione del bambino nella sua quotidianità. L’obiettivo è aiutarli ad accompagnare con consapevolezza il proprio figlio verso una maggior autonomia.

I progetti in questione riguardano due aree di intervento:

  • Intervento Precoce | 0-6 anni: punta al raggiungimento dei prerequisiti funzionali e delle competenze relative ad autonomia, orientamento e mobilità. Si struttura per fasce di età: 0-3 anni e 3-6 anni.
  • Intervento Precoce | Plurihandicap: si pone come obiettivo l’accompagnamento e il sostegno di bambini con grave o pluridisabilità.

 

Le tipologie di intervento sono:

  • Stimolazione Basale
    Attraverso la proposta di stimoli semplici sensoriali, si aiuta il bambino a scoprire se stesso e il proprio corpo creando un ambiente armonioso e stimolante, che permette al bambino di ‘viversi’ e ‘percepirsi’. L’attività basale si avvale del metodo della stimolazione basale  del prof. A. Frölich ed è svolta da operatrici specializzate con la supervisione della dott.ssa Teresa Wysocka.
  • Stimolazioni Visive
    Necessarie per il bambino ipovedente che impara consapevolmente a usare il proprio residuo visivo favorendo così tutte le aree dello sviluppo.
  • Psicomotricità
    Attraverso il gioco legato al movimento, si scoprono le proprie capacità creative sperimentando ed elaborando nuove strategie in un ambiente favorevole ricco di stimoli.
  • Musicoterapia
    Attraverso la musica e il suono come strumento non-verbale, si aiuta il bambino a esprimere e percepire le proprie emozioni.
  • Autonomia Personale
    Affinare la capacità del bambino di soddisfare i suoi bisogni primari, attraverso quelle abilità che rendono il bambino indipendente nel contesto in cui vive.
  • Counselling per i genitori
    Orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità di ciascuno, promuovendone atteggiamenti attivi e propositivi, e consentendo ad ogni individuo una visione realistica di sé e dell’ambiente sociale in cui si trova, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla propria vita.

 

Sede
CDD (centro diurno disabili), Via Silva 36/B – 20900 Monza

Orari degli interventi
Lunedì e venerdì dalle ore 14. Sabato in orario da concordare

Terapiste
Clotilde Putti, Letizia Grassi e Maria Luisa Calderara