I giovani adulti a Parma – Fabio racconta

Posted by on Apr 4, 2014 in Blog | 0 comments

Ci sono tanti modi per raccontare come i giovani adulti vivano il weekend fuoriporta. Il migliore l’ha trovato Fabio, uno dei sette ragazzi che lo scorso 15 marzo sono partiti alla volta di Parma. Due giorni alle prese con cibo, storia e arte. Ma soprattutto, con un’esperienza che porta a superare nuovi limiti in fatto di autonomia, orientamento e mobilità. Lasciamo a lui la parola.

Dopo Bolzano, Torino, Firenze, Verona, Bologna, Roma e Genova, un’altra pagina scritta nelle nostre vite, un altro segno nella nostra memoria, altra aria nuova respirata, altre situazioni piacevoli, che forgiano, se non il carattere (quello ormai, volenti o nolenti, è formato), almeno il vissuto e per chi come me in questo momento ha poco altro la cosa non guasta.

7.5: tutto pronto, l’assistenza è lì, la mia prenotazione è stata giusta, è una soddisfazione di autonomia anche questa. Non ci siamo tutti purtroppo, mancano Roberto, per malattia mi pare, e Giulia, che fa parte ormai del nostro gruppo, per influenza: torna presto!  Gli istruttori sono in treno: soffio agli altri che sono lì, un paio di file avanti, tanto siamo tranquilli e coi nervi saldi tutti quanti, ma loro vengono a salutarci non appena il treno parte. Arriviamo quasi puntuali e facciamo in tempo a passare in albergo per lasciare i bagagli. In stanza saremo in due ma – penso – stanotte Alberto almeno lo tengo a bada solo io! 😀

Dal grano al parmigiano

Dal grano al parmigiano

Ed arriva la prima visita, alla Fattoria Sociale di Giovanni Leone, uno degli allevamenti che produce il Parmigiano-Reggiano, ma anche i suoi derivati, che magari in giro per il mondo vengono spacciati per Parmigiano DOC ma che non sono, come pensavo, imitazioni vere e proprie, ma solo forme che non hanno raggiunto, dopo un anno di stagionatura, determinate caratteristiche. Abbiamo toccato tra l’altro le classiche forme “a ruota” di Parmigiano da 40 kg e gli strumenti che si usano per comprovare la qualità ossia un martello simile a quello che usano i dottori per il controllo dei riflessi al ginocchio ed una specie di ago che si inserisce per capire la consistenza ed il profumo del formaggio.

Poi la stalla con il suo profumo, che per inciso per me è puzza, ma i padani gradiscono ed in ogni caso diciamo che vista la situazione in cui eravamo è stata anche per me meno sgradevole del solito. Le mucche non siamo riusciti a toccarle, poi sinceramente vista la stazza un po’ di timore l’avremmo avuto, i vitelli però sì, dandogli da mangiare il grano come ai piccioni, anche se di fatto abbiamo sentito solo il muso, parecchio alto rispetto a quanto pensavo, mi sa che le mucche sono solo di poco più alte.
Poi la degustazione, all’aria aperta e con il sole, che ispira ancora di più, e con il Lambrusco che si accompagna perettamente a questi stuzzichini (formaggio, cipollotte, pane e grissini artigianali).

 

Alberto alle prese con i vitelli

Alberto alle prese con i vitelli

Il pomeriggio, per me una conquista o almeno una cosa nuova molto interessante, non prima di una mia “perla” per la quale mi sa che ho fatto spaventare più gli altri che me! Avevo lasciato inavvertitamente la tasca del borsello aperta, e fin qui ci può stare! Ma il bello è che oltre a questo mi ero anche dimenticato che non era quella la tasca dove avevo telefono e portafoglio. Vado lì per cominciare l’orientamento e… ragazzi, mi hanno derubato! Aspettate… Neanche Leonardo ci credeva, poi dopo due secondi mi è venuto il lampo di genio: ma non è che ce l’avevo nell’altra tasca? E infatti avevo tutto lì.

Comunque, tornando seri, Leonardo ha avuto la grande idea di far fare a me ed Alberto l’attività di orientamento usando l’iphone, con le mappe, visto che non avevo altre applicazioni specifiche come Tomtom, Navigon o Ariadne GPS. Ho Iphone da giugno, mi ci trovo molto bene e mi piace usare la tecnologia ma paradossalmente non sono uno smanettone ed ho sempre un po’ di paura quando uso qualcosa di nuovo, se Leonardo non mi avesse proposto di provare ad usare le mappe mi sa che non avrei mai neanche provato, quindi lo ringrazio moltissimo! Nonostante le mappe non fossero precisissime e l’ultima parte del percorso era un po’difficile perchè dovevamo trovare il Comune all’interno della Piazza e quindi senza punti di riferimento, ce l’abbiamo fatta e comunque ho imparato una cosa nuova, che può sempre servire. Trovare la paninoteca è stato ancora una volta abbastanza difficile, anche se mi pare di ricordare che già avessimo iniziato a lavorare in gruppo. Qui mi soffermo su una cosa: devo migliorare a gestire le situazioni di confusione ed in generale riuscire meglio ad attirare l’attenzione delle persone quando devo acquistare qualcosa: ovviamente sono riuscito a comprare il panino, poi però avrei potuto osare un po’ di più a prendere qualcos’altro e in generale a chiedere cosa avevano. Pensavo che un po’ dipendesse dall’udito ma in realtà devo proprio stare un po’ più attento, se non ci sono gli istruttori non mi sento molto sicuro, perchè spesso capita che non si resca a capire se chi magari sta lavorando al banco  mi sta ascoltando o è girato dall’altra parte, perchè magari loro stessi hanno l’abitudine di non girarsi dalla tua parte anche quando parlano con te. Infatti anche alla salumeria il sabato non ho avuto il coraggio di chiedere di fare degli assaggi ma alla fine ho fatto bene ad aspettare perchè tranne Erica abbiamo acquistato tutti il giorno dopo e gli istruttori ci hanno aiutato a gestire il tutto, anche perchè tra l’altro una delle cose che a volte faccio fatica a capire è quando tocca a me o no visto che spesso ci si distribuisce al bancone non in fila.

Dopo la paninoteca abbiamo iniziato a lavorare in gruppo. Il giorno dopo siamo leggermente migliorati ma al sabato sembravamo un’armata Brancaleone! Alberto che come al solito partiva e si buttava a mille allora, io e Laura che facevamo fatica a tenere il passo e a sentirlo perché era troppo lontano, Chiara che oltre a dover trascinare Eleonora ha problemi di udito come me ed in più doveva stare praticamente dietro tutti noi. Comunque anche lì ce l’abbiamo fatta, anche se a continuare a chiamarci a vicenda ci avrà sentiti tutta Parma! 😀
Ottima la cena, tris di tortelloni o cappelletti, piuttosto grandi persino per la mia bocca! Cinghiale, patate e funghi porcini e non so che altro. Ed il vino, ormai immancabile per me in questi viaggi cultural-culinari, ma quasi sempre più culinari e di orientamento. Comunque ho avuto la conferma che reggo perfettamente l’alcool: bicchiere di vino a pranzo, birra piccola alla spina il pomeriggio, un bicchiere di vino la sera e birra piccola in stanza qualche ora dopo, perché eravamo tutti stanchi ed abbiamo preferito stare tutti in una stanza mentre i nostri istruttori ci hanno fatto da addetti al catering insieme a Erica portandoci la roba dal bar dell’hotel. È stato piacevole restare in stanza, le nostre stanze erano piccole ma molto comode ed accoglienti ed anche facili da raggiungere dall’ingresso dell’albergo.

La notte, essendo stanchissimio, ho dormito non tanto ma almeno un po’ più del solito, Alberto non si è alzato centomila volte! La mattina sveglia alle 7 per noi, tempo di farmi la barba, vestirmi, molto lentamente ed altrettanto con la mia lentezza sistemare tutto nello zaino e… Alberto che si era alzato prima di me, aveva finito di fare la barba, cinquanta minuti, se non di più. Colazione, breve ritorno in stanza, e via, ancora in gruppo, verso la salumeria e poi in piazza Duomo. Poi il Battistero, bello girare in autonomia la sua pianta ottagonale. Ed Il Duomo, dove ho cercato un attimo di far mente locale sulle lezioni e le mappe in termoform delle ore di storia dell’arte, a ricordare cosa fossero absidi, transetti, navate ecc.

Al battistero

Al battistero

Dopo il pranzo, infine, quando la visita alla casa del Suono sembrava più un’appendice, con la stanchezza che avevamo un po’ tutti, appunto abbiamo avuto tutti questa visita molto piacevole: non so quanto sia arrivato agli altri, visto che purtroppo molte delle cose che c’erano esposte nelle teche io le conoscevo per averle toccate praticamente dai miei nonni che le avevano (tranne il fonografo che è dell’Ottocento e che mi sarebbe piaciuto toccare), però in ogni caso ci siamo rifatti tutti nella stanza insonorizzata dove la sensazione di essere circondati da suoni diversi da parti diverse e ravvicinate è stata  bellissima.

Poi in treno per il ritorno, gli istruttori sono venuti a portarci tutto quello che avevamo acquistato in salumeria ed alla fattoria. Grazie ancora una volta, siete stati grandissimi!

Parma comunque è un’altra città molto invitante per le passeggiate, come piace a me. Poco traffico ed un piccolo centro storico con i suoi vicoli caratteristici, che a grandi linee abbiamo percorso per intero a piedi senza dover prendere mezzi, tranne che per Vico Fertile ovviamente.

Alla prossima.

Fabio

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